martedì 5 maggio 2009

News da San Vito


Qui sopra la foto della situazione attuale della vasca dell'acquedotto di San Vito, ancora in attesa degli ultimi dettagli. Prima della demolizione il muro che ora vedete proseguiva fino a bordo strada in obliquo e poi costeggiava lo stesso bordo, in entrambe le direzioni.

Ecco l'articolo che è stato partorito dal gruppo, dopo aver raccolto informazioni da cittadini di San Vito (che ringraziamo molto) e dai tecnici delle Acqua del Chiampo, che si sono dimostrati gentili e disponibili.

Alcune volte si resta basiti di fronte ad alcuni sprechi facilmente evitabili. Di recente, infatti, è stata rimessa a nuovo la vasca dell'acquedotto di San Vito, in località Arcisi.
Il progetto originario contava di una mura, cemento armato con rivestimento di sassi prefabbricati, posizionata al bordo della strada, togliendo completamente la visibilità a chi esce dalla strada sottostante (quella, per intenderci, che porta verso la casa dell'Assessore Stefani...) ed eliminava ogni possibilità di sosta per automezzi.

Ho usato il passato poiché oggi non vi è più la mura a bordo strada, ma è stata demolita, dopo pochi giorni di vita, lasciando visibilità e spazio (al raziocinio).
Vi starete chiedendo: “Nessuno si è accorto per tempo di questa mancanza di buonsenso?” Certo, più persone se ne sono accorte, alcune sono anche andate in Comune, dal nostro geometra Ferron, che sicuramente ha parlato con l'Assessore ai Lavori Pubblici e Vicesindaco Meneghello. Vabbè, però magari sono andati tardi, quando avevano già gettato! NO! Ci sono andati prima! E la risposta? Non siamo stati noi a decidere il lavoro, se ne occupa Acque del Chiampo e lo studio tecnico che ha progettato il tutto è lo Studio Bonollo.
Che burloni! Viene fatto un lavoro nel nostro territorio comunale e ci vogliono dire che il geometra e/o l'Assessore competente non hanno una via preferenziale per evitare uno sperpero di denaro pubblico?!?

Il responsabile dei lavori, il geom. Dalla Gassa, persona gentile e disponibile, è stato il primo a dire che, se fosse stato avvisato per tempo, avrebbe potuto evitare l'errata costruzione e la demolizione. Invece, constatata l'immobilità del nostro comune, il geometra responsabile è stato avvisato direttamente dalla cittadinanza ed ha provveduto immediatamente alla sistemazione.
A questo punto anche il comune si è mosso. Peccato per la tempistica...

Il costo dell'opera è a carico dell'ATO Valle del Chiampo (cioè un grosso ente pubblico che si occupa dell'acqua nell'intera provincia), cioè le nostre bollette. Ok, il comune non c'ha rimesso nulla di tasca propria, potrebbero ribattere i nostri amministratori, ma no mi sembra affatto una buona giustificazione. Speriamo vivamente che quanto accaduto porti ad ascoltare con più attenzione i cittadini.

Emanuele Mercedi
Progetto Civico per Brendola

sabato 2 maggio 2009

Novità sul fronte "Grandi Opere"




Questo sono alcuni documenti sui quali poter ragionare e qui sotto alcune nostre considerazioni in merito alla Grande Opera che la nostra attuale amministrazione vuole portare a termine ad ogni costo.

Premettendo che l’assoluta mancanza di confronto con i gruppi consiliari (vedi cittadini) malgrado le promesse fatte dall’amministrazione non ci ha permesso di riportare le seguenti considerazioni al progetto, le postiamo qui:

- il nuovo palazzetto dello sport viene incastrato tra gli attuali edifici (centro sociale e palestra) sfruttando gli unici spazi liberi che non obbligano a fare interventi all’infuori, appunto, del realizzo della nuova palestra (la quarta a Brendola) tralasciando tutti i restanti servizi

- non si prevede la possibilità di recuperare i volumi di una palestra esistente. Le attuali ulteriori due palestre, vicinissime, dovranno rimanere per servire gli edifici scolastici;

- perché non prendere in considerazione l’ubicazione della nuova palestra dove stanno attualmente i campi da tennis (gli spazi impegnati non sono diversi) di cui è comunque previsto lo spostamento? Così la futura realizzazione diventerebbe la nuova palestra delle scuole medie. Gli spazi liberati si potrebbero sfruttare in altro modo e le future spese di gestione sarebbero sicuramente più contenute;

- un posizionamento più vicino all'attuale scuola media permetterebbe di ampliare un eventuale impianto (speriamo previsto) per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili;

- impatto visivo: il nuovo edificio risulterà essere circa 1/4 più alto degli attuali palestra/biblioteca e comprenderà una larghezza pari tre volte degli attuali edifici (ponendoci a guardare il castello). Sparirà tutto il cono che guarda la collina portando la struttura fino a pochi metri di distanza dall’attuale viale alberato che porta alla storica fattoria;

- ampliamento biblioteca e centro sociale. Se l’attuale palestra delle scuole medie potesse ospitare la biblioteca? Sarebbe ancora obbligatorio ampliare l’attuale? Il risparmio: circa 700.000 euro; la questione economica almeno una riflessione la imporrebbe.

Non ultimo sarebbe opportuno, per dare un segnale di sobrietà alle persone in questo momento di grave crisi, sospendere per un periodo il progetto pronti a ripartire immediatamente con il realizzo non appena le condizioni economiche lo consentono. Ne gioverebbe anche la bilancia comunale dell’attuale amministrazione che attualmente non ha i soldi per il realizzo dell’opera.

mercoledì 1 aprile 2009

Bilancio 2009

Ieri sera al CC è stato portato all'Ordine del Giorno il Bilancio annuale e il Piano delle Opere per il prossimo triennio.
Riporto la dichiarazione di voto del nostro consigliere, Michele Massignani.

Programma opere triennali 2009-2011 e bilancio 2009

Dichiarazione di voto

A proposito di bilancio comunale, parlando con alcune persone che hanno bazzicato per anni la sala consigliare del municipio, sia come semplici cittadini, sia con incarichi pubblici, mi è stato spesso ripetuto che tutto ciò che riguarda le promesse elettorali e le successive scelte politiche, contingenti o di più ampio respiro, deve per forza di cose passare attraverso la verifica preventiva delle scritture contabili e delle cifre che esse esprimono. Se lo stato economico e finanziario dell’ente amministrativo che il bilancio annuale certifica, lo consente, allora le parole potranno tradursi in fatti concreti, tangibili, altrimenti esse saranno destinate soltanto ad alimentare lo scontento e il risentimento di quanti, invece, speravano si tramutassero in qualcosa di concreto.

D’altra parte, le varie scritture che andiamo ad esaminare stasera, dopo l’antipasto rappresentato dal piano triennale delle opere pubbliche anticipato nello scorso autunno, questa volta, non rappresentano soltanto un semplice passaggio contabile periodico, ma costituiscono invece la struttura portante di tutto quanto la maggioranza - che ricordiamolo ne ha la piena facoltà dato che tale prerogativa le è stata riconosciuta dall’esito elettorale – intende fare sia a livello di spesa corrente, sia, soprattutto, a livello di spesa in conto capitale, nel corso del suo mandato amministrativo. In pratica, si tratta del passaggio dal dire al fare, dalla promessa al suo effettivo mantenimento. Saranno quindi le scelte discusse e adottate questa sera che determineranno il giudizio politico complessivo su questa maggioranza alla scadenza del suo mandato amministrativo. Il momento dunque risulta particolarmente importante.

Gli orientamenti e le scelte politiche, tuttavia, non sono le uniche variabili ad aver determinato le conclusioni sulle quali stasera siamo chiamati ad esprimerci, ve ne sono ben altre, assai più rilevanti e dettate dalla stretta attualità economica e che per convenienza possono essere tradotte con la parola “crisi”. Ebbene si: la congiuntura economica negativa è diventata la cartina di tornasole dell’attuale momento che stiamo attraversando e la pianificazione degli obiettivi di spesa non può in nessun modo non tenerne conto. E’ inevitabile.

Le istituzioni economiche di tutto il mondo, da alcuni mesi, stanno cercando di approntare una serie di contromisure capaci di arginare il malessere sistemico che sta intaccando le fondamenta del nostro vivere civile, attraverso misure capaci di rilanciare l’accesso al credito e di conseguenza gli investimenti, l’occupazione e last but not least, i consumi. Insomma, ciascuno secondo le proprie possibilità, da Wall Street al fruttivendolo sotto casa, sta cercando di modificare mentalità e comportamenti pratici che, alla luce di quella che qualche economista ha definito “la tempesta perfetta”, non hanno più ragione di essere. L’obiettivo è quello di attraversare queste difficoltà. A qualunque costo. Ma per farlo bisogna cambiare mentalità e punti di vista.

E la nostra amministrazione, nel suo piccolo, che cosa fa? I suoi esponenti hanno compreso che il momento è particolarmente critico e che le scelte di oggi si ripercuoteranno su molti anni a venire, ben oltre il loro mandato? A scartabellare la voluminosa documentazione sul tema fornita ad ogni consigliere comunale prima di questa serata, si direbbe francamente di no. In che senso? Nel senso che, a nostro avviso, manca nella filosofia generale che ha animato la redazione del bilancio e degli altri documenti contabili, ed è grave che sia così, una presa d’atto politica chiara ed evidente di quanto appena sopra esposto.

I dati numerici dell’anno 2009, in altre parole, non contengono alcuna significativa cesura, nessuna discontinuità con quelli prodotti negli esercizi precedenti; tale constatazione, probabilmente, è dovuta al fatto che, a differenza della realtà politica, quella legata agli Uffici, e più specificamente all’Ufficio ragioneria che si occupa quotidianamente del buon andamento dei conti dell’ente, ha potuto operare in piena continuità rispetto al recente passato. Questa presa d’atto, che dal punto di vista metodologico ci sentiamo di condividere con la maggioranza, non può e non deve tuttavia costituire per essa un alibi, in grado di far passare sotto silenzio le sue responsabilità: di fronte ai problemi congiunturali cui ho appena fatto cenno, infatti, i nostri amministratori hanno scelto la via della conservazione. Alla prova dei fatti, invece di tentare di prendere in considerazione strade alternative capaci di dare risposte concrete ad una crisi che si fa ogni giorno più pressante, essi hanno imboccato la ormai consueta e rassicurante soluzione già percorsa in passato, nella quale il Comune destina, ieri come oggi, l’avanzo di bilancio dell’annualità precedente a rimpolpare i capitoli delle spese in conto capitale, che per stare alla stretta attualità, sono comprese nel triennio considerato tra i circa 2.600.000-2.800.000 euro. Dato per assodato che i dati della spesa corrente, già da alcuni anni, si mantengono stabili (quelli del 2008 si assestano attorno ai 3.400.00 euro), la vera sfida riguarda oggi proprio le spese in conto capitale. E qui arriviamo al punto: la maggioranza ha deciso, già a partire dall’esercizio 2009, di concentrare tutti i suoi sforzi e tutte le risorse finanziarie disponibili nella realizzazione di due opere infrastrutturali molto onerose per la comunità: il nuovo palazzetto dello sport (costo indicativo 1.900.000-2.000.000 euro, di cui già 1.200.000 accantonati nel 2008) e il completamento del terzo stralcio del Centro sociale, spesa prevista 700.000 euro, ma è una cifra destinata a crescere in quanto i plinti e le fondazioni fatte 15 anni fa e che vediamo a vista sono completamente da rifare perché strutturalmente inadeguate. Due obiettivi molto ambiziosi, sui quali sono stati concentrati tutti gli sforzi e tutte le risorse disponibili della collettività, peraltro ancora lontane nel tempo dal realizzarsi concretamente: mi riferisco agli oneri di urbanizzazione del New 3 e della lottizzazione Molinetto. A tal proposito, è realistico stimare che queste ultime, stante le gravi difficoltà economiche, molto difficilmente riusciranno a rimpinguare le casse comunali entro i tempi prefissati; di conseguenza, esiste, secondo noi, il rischio molto concreto che non soltanto nessuna delle due opere rispetti i tempi di realizzazione preventivati, neppure quelli iniziali, ma, cosa ben più grave, che tali progetti, nel frattempo, sottraggano risorse preziose da investire in altri e a questo punto davvero più urgenti capitoli di spesa, primi fra tutti quelli riconducibili alla sezione 10 denominata settore Sociale. In sede di commissione l’assessore Bertozzo ha tentato di rassicurarci, sottolineando il fatto che le voci di spesa di tali capitoli sono stati aumentati di circa 100.000 euro (Totale FUNZIONE 10: da 475.000 del revisionale 2008 ai 574.000), ma in realtà una grande parte di quei soldi non vanno direttamente in assistenza ai cittadini, ma finanziano voci di spesa a livello ULSS 5, oppure sono contributi che il Comune riceve, ma vincolati a precisi utilizzi.

Vediamo più in dettaglio questi dati, disaggregandoli secondo la loro effettiva destinazione:

Bisogna tenere conto innanzitutto che al netto di un contributo regionale che va al SERVIZIO 10-01, al 10-02 e al 10-03 non c'è niente e al 10-05 ci sono i servizi cimiteriali, al netto di tutto questo c'è il SERVIZIO 10-04 che rappresenta la sostanza degli interventi nel sociale. In esso il revisionale 2009 porta 503.000 € contro 394.000 euro del previsionale 2008, ma contro i già 460.000 € dell'assestato del 30/11. Sono + 43.000 €.

Se però a questi togliamo 22.000 € che sono l'aumento della quota del trasferimento che il Comune versa all'ULSS 5 l'incremento reale che questa amministrazione mette sul bilancio 2008 (vale appunto l'assestato che dice cosa è successo su 11 mesi su 12, perciò è quasi il definitivo) è di 21.000 €.

I capitoli dove sono stati collocati questi soldi, nell'ambito degli aiuti diretti, sono:

- 1875: rette ricovero inabili e assistiti: da 40.000 a 45.000 €

- 1885 assistenza domiciliare anziani: da 22.500 a 25.000 €

- 1887-40 attività sociali ed educative (servizi) da 79.200 a 84.000 €

- 1887 interventi assistenziali vari: da 20.500 a 25.000 €

- 1887-5 fondo comunale a sostegno famiglie in situazione di disagio: da 10.000 a 15.000 €


E’ necessario, quindi, prendere in considerazione anche nuove strategie d’intervento, perché oramai gli effetti negativi della crisi economica hanno già iniziato, seppure ancora marginalmente, ad intaccare il nostro tessuto economico. Non c’è un minuto da perdere. Ma come?

Noi proponiamo, per quanto riguarda le spese in conto capitale, di concentrare le risorse nella realizzazione di un’unica opera pubblica, coinvolgendo però fattivamente, e non soltanto a parole, nella progettazione anche le minoranze presenti in consiglio comunale e i vari gruppi e associazioni del territorio: insieme si pensa meglio e le soluzioni migliori saltano sempre fuori mettendo in comune idee e intuizioni, mai isolandosi e decidendo da soli per tutti. Per quanto invece concerne le spese correnti, chiediamo che l'avanzo di bilancio 2008 o una parte di esso sia destinato alla spesa corrente per finanziare interventi "diretti" ad alleviare la situazione economica di tante famiglie, certi come siamo che purtroppo l'emergenza peggiore non si è ancora vista, ma sarà fortissima nei prossimi mesi. E' un argomento complesso,ce ne rendiamo conto, non è facile aumentare la spesa corrente in quanto occorre rispettare i parametri fissati dal patto di stabilità; bisogna inoltre evitare contributi a pioggia che disperdano le risorse senza magari arrivare realmente a quanti davvero sono nel bisogno. La soluzione, come già per gli investimenti infrastrutturali, può arrivare secondo noi soltanto dalla concertazione. Urgente quindi l’apertura immediata di un tavolo tecnico nel quale concordare insieme una serie di interventi mirati (rette asili nido e materne? assistenza anziani? rette casa di riposo?); Ad esempio: è vero che aumentano i contributi agli asili per la gestione generale (da 107.000 a 121.000 €) ma non vedo contributi alle famiglie per il pagamento delle rette; si potrebbe inoltre inserire un ulteriore contributo per l’acquisto dei libri di testo alle scuole medie (vengono girati soltanto 3.000 euro che arrivano dalla Regione).Il contributo per l'acquisto di libri per la scuola primaria appare già buono (da 9.800 a 11.000 €). Senza dimenticare le nuove opportunità offerte dall’adeguamento dei criteri di spesa fissati recentemente dalla Giunta regionale, su proposta dell’Assessore alle politiche sociali Stefano Valdegamberi, che ha approvato un provvedimento che adegua l’applicazione dell’articolo 3 della legge regionale n.8 del 1986.

Tra le competenze della maggioranza, ne accennavo all’inizio, c’è la possibilità di migliorare la qualità della vita dei cittadini attraverso un articolato piano d’interventi: mai come in questa occasione però, visti i tempi difficili, è indispensabile lavorare con un nuovo spirito di collaborazione, rinunciando per questa occasione ai vantaggi derivanti dalla vittoria elettorale. Mi auguro che quanto proposto possa essere considerato e portare nel corso dei prossimi mesi a modifiche sostanziali dell’impianto contabile posto stasera in votazione. La nostra non è una posizione ideologicamente preconcetta e la possibilità da parte vostra di introdurre prossimamente significative variazioni all’impianto contabile in esame, ci permette di guardare al futuro con una certa cauta speranza: per questo, in attesa delle vostre prossime decisioni in merito, noi stasera esprimiamo il nostro voto di astensione.



domenica 15 marzo 2009

Acqua San Rubinetto


Esito campionamento acque Brendola


A metà dicembre abbiamo fatto protocollare dall'ufficio segreteria del comune alcune proposte del nostro gruppo consigliare, tra le quali figurava anche quella di informare periodicamente, attraverso il sito del comune, i cittadini sui risultati delle analisi sulla qualità dell'acqua dell'acquedotto, che periodicamente vengono effettuate.
Dai primi giorni di gennaio 2009 tali risultati hanno iniziato ad apparire come link appunto sul sito del comune nostrano, insieme alle misurazioni dei campi elettromagnetici generati dalle antenne installate sul territorio per i telefonini. Siamo contenti che, grazie anche al nostro contributo, l'amministrazione si sia adoperata in tale direzione. Avanti così dunque.

Michele Massignani
Consigliere Progetto Civico per Brendola



[...] Direi che , per i parametri analizzati, nel rispetto della normativa abbiamo un'ottima acqua (lo direi sottovoce, che non pensino di imbottigliarla e venderla alle foci della laguna) e che se il pigro brendolano medio vuole, può bere a garganella dal rubinetto senza sfiancarsi con pacchi di bottiglie.
Parere personale, hanno analizzato alcuni parametri(certamente i più importanti)...potremmo chiedere che ogni tanto ( due volte anno?) vengano analizzati tutti? Certo che sono importanti cloro e nitriti, ma a mio parere anche il residuo fisso non è da trascurare ( cioè, magari il cromo\nitriti e similia sono ok, ma il residuo fisso è altissimo e rischio calcoli renali in due anni...) e come lui altri parametri. [...]

Gaetano Rizzotto
Medico Veterinario



Assodato che l'acqua brendolana è buona, non dobbiamo perdere di vista l'inquinamento generato dal commercio delle acque minerali. Si stima che una bottiglia faccia mediamente 40mila km per arrivare sulle nostre tavole, contando dal momento in cui viene prodotta la bottiglia fino al percorso dal supermercato a casa nostra.
Oltretutto le bottiglie possono restare alla luce solare o a temperature relativamente elevate, specialmente d'estate, e sicuramente, per quanto sia stabile il PET (polietileneteraftalato), qualcosa migrerà... altrimenti perchè scrivere sulle etichette "tenere lontano dalla luce solare"?
Quindi, per concludere, chi si sente più sicuro bevendo l'acqua in bottiglia, perchè meno inquinata, forse non tiene conto dell'inquinamento "invisibile" dato dall'imbottigliamento, dal trasporto ecc. che in un modo o nell'altro arriva, solo che non ce ne accorgiamo.

Emanuele Mercedi
Dottore in Sicurezza Igienico Sanitaria degli Alimenti

ATO Valle del Chiampo


da qui


Questa mattina sono andato ad un incontro a Castello di Arzignano, rivolto agli amministratori dei comuni interessati. Io rappresentavo il mio gruppo e forse l'intero comune, visto che non c'era altra anima residente a Brendola.

A partire dal prof. Stefano Fracasso, Sindaco di Arzignano e Presidente di questa ATO, è stata illustrato il cammino fatto dalla commissione (3 docenti, uno dell'Università di Padova, uno di Pavia e uno di Trento) nella ricerca di una tecnologia che consentisse un trattamento dei fanghi di conceria dopo la depurazione. Oggi come oggi si essiccano quasi completamente e poi si stoccano in discarica. La soluzione discarica non è più percorribile per legge e l'ultima che abbiamo può incamerare fanghi per altri 5 anni solamente.

Il prof. Paolo Canu, docente di Ingegneria di Padova e membro della commissione, ha riassunto il percorso fatto e ha concluso prendendo in considerazione una sola tecnologia, la pirolisi, cioè un riscaldamento fino a 7-800°C in assenza di ossigeno, in modo che la parte organica degradata dia origine a un cosiddetto singas,cioè una sorta di biogas, penso, e la parte minerale possa venire stabilizzata e stoccata senza pericoli di rilascio. Oltre alla pirolisi anossica, si è parlato anche di una con una piccola parte d'aria, per far si che il processo non risulti endotermico e una con ossigeno puro.

Il problema più scottante di questi fanghi è sicuramente la presenza di cromo trivalente, che in ambiente ossidante (e.g. combustione) diventa cromo esavalente. Per ovviare a questo, quindi, si passa a processi in assenza o quasi di ossigeno evitando appunto che si formi il Cr6.

Oltre ai tecnici si sono succedute persone molto preparate sull'argomento, come il prof. M. Rialfatti, docente di Igiene, presso la Facoltà di Farmacia (di Pd, se non erro) che ha detto una cosa che mi è piaciuta un sacco. Ha ripreso il passaggio in cui il Prof. Canu ha scartato i processi di combustione, anche se un'azienda aveva proposto l'abbattimento del Cr6 nei fumi, dicendo che il problema è bene risolverlo a monte, cioè non produrre Cr6. Mi vien da fare lo stesso pensiero per i rifiuti: prima di parlare di differenziata, pensiamo a fare meno rifiuti (non comprate i salumi tagliati nelle vaschette di plastica!!!), poi parliamo di differenziata e poi, come ultimo step, pensiamo a quello che non si può riciclare.

Infine si è parlato di tempistica. Al contrario della solita marcia ridotta nel pubblico, questo processo sarà molto velocizzato poiché la regione ha fatto una certa operazione di recupero di fondi dal ministero, che però deve essere “ripagato” con concretezza.

Non mi dilungo oltre, anche se ci sarebbe da scrivere per un'altra mezz'ora.

Per concludere, devo dire che questa mattina ho passato tre ore ad ascoltare e non mi è mai venuto sonno! Davvero interessante!


Emanuele Mercedi
Progetto Civico per Brendola

venerdì 13 marzo 2009

Forze dell'ordine nella City



Promesse e fatti

Capita spesso durante una campagna elettorale che le diverse parti in competizione tra loro cerchino di conquistare quote crescenti di consensi, facendo leva su quelli che alcuni commentatori politici spesso definiscono come “sentimenti irrazionali”, cui l’opinione pubblica presta più facilmente l’orecchio perché legati al sentire profondo e immediato – insomma, per dirla tutta - alla pancia piuttosto che al cervello. E’ quello che è capitato anche a Brendola nella scorsa primavera, in occasione dell’ultima tornata amministrativa (lo stesso comitato di redazione di In Paese nello spazio dedicato alle tre liste aveva riservato una domanda specifica al tema): sto parlando, forse si sarà già capito, dell’annosa questione della sicurezza, o meglio della percezione che di essa e delle altre tematiche legate alla vita comunitaria avevano i cittadini. Peraltro, anche a livello nazionale, si stava facendo un gran parlare di extracomunitari senza permesso di soggiorno, di microcriminalità scatenata e di un territorio abbandonato a se stesso, nel quale ormai a farla da padrone erano gruppi più o meno irregolari di stranieri, che una volta raggiunto il suolo italico, erano liberi di spadroneggiare in lungo e in largo nelle nostre contrade come e quanto avessero inteso fare. Nel nostro piccolo anche noi ci siamo adeguati, ed ecco spuntare nelle promesse e nelle dichiarazioni dei candidati delle varie liste domande e promesse più o meno veritiere a proposito della necessità di assicurare al nostro territorio, la maggiore copertura e la più ampia protezione possibile. Di sicuro ciò che era stato fatto fino a quel momento non bastava più: serviva una decisa sterzata, capace finalmente di rassicurare il contribuente spaventato da cotanta mancanza di certezze. “I vigili a Brendola – I vigili a Brendola”. Questo il grido che da più parti si è levato per cercare di invertire il trend negativo della non sicurezza a casa nostra. Il caso ha voluto che tra i più decisi nel sostenere questa necessità ci siano stati gli attuali membri della maggioranza che amministra il nostro comune: a più riprese, infatti, essi hanno pubblicamente dichiarato che una delle priorità sarebbe stata proprio quella di ri-portare a Brendola il comando dei vigili urbani, completo di ufficio, attrezzature logistiche e mezzi motorizzati; memorabile a questo riguardo l’esternazione effettuata nel corso del dibattito pubblico tra i tre candidati alla carica di primo cittadino: “Dichiaro pubblicamente, qui stasera davanti a tutti, che se sarò eletto farò ritornare al più presto a Brendola i vigili”. La scelta della precedente giunta, di entrare a far parte di un consorzio di comuni limitrofi capace di gestire collegialmente tale servizio, “diluendo”i costi di gestione, venne considerata una scelta “debole”, ormai del tutto sorpassata dal rapido volgere degli eventi. La campagna orchestrata a favore del ritorno dei vigili, a conti fatti, nel breve periodo ha pagato, visto che i risultati elettorali hanno sancito una netta affermazione della lista “Noi per Brendola”. D’altra parte, quanto promesso aveva del clamoroso, dato che si assicurava la presenza “stanziale” della polizia urbana lasciando inalterati i costi finanziari già messi a bilancio, per una tipologia di servizio però assai differente. Tutto questo il nostro gruppo consigliare lo ha sempre sostenuto, in tutte le sedi e nei confronti di qualsiasi interlocutore. Dopo le elezioni, i nodi sono venuti al pettine, visto che è stato necessario mantenere quanto precedentemente promesso. E qui per la nuova maggioranza sono iniziati i problemi dato che in Municipio, fatti quattro conti, ci si è resi conto assai presto che quanto era stato generosamente garantito, non poteva però essere effettivamente attuato: per dirla in altro modo, un comune di 6.700 abitanti come Brendola, non si poteva assolutamente permettere il lusso di avere alle proprie stabili dipendenze alcun personale di polizia locale, a meno che non fossero drasticamente rivisti al rialzo i preventivi di spesa. L’epilogo finale è ormai noto a tutti: il nostro comune dal primo gennaio di quest’anno è entrato a far parte di un nuovo consorzio tra sette comuni per la gestione collegiale del servizio di polizia municipale: il comando centrale di tale nuovo ente è stato individuato lungo la statale 11, nel centro abitato di Alte Ceccato; a fronte di una maggiore offerta quantitativa di ore da dedicare ai servizi sul territorio, è cresciuto però anche proporzionalmente l’impegno economico (circa 16.000 euro in più messi in preventivo). In pratica, una faccia diversa della stessa medaglia. Valeva la pena sollevare nei mesi passati un tale polverone, se poi alla fine i risultati sono stati quelli appena descritti? Mah. Credo francamente che nelle questioni che riguardano la cosa pubblica sia necessario un maggiore equilibrio, soprattutto quando non si era certi di poter portare a casa quanto già è stato dato per compiuto e in realtà non lo era affatto. Una maggiore e più proficuo dialogo con i cittadini può portare invece a stabilire una serie di priorità, da rendere attuabili però con realismo e senza nascondersi le difficoltà e gli ostacoli che in tempi di crisi economica come questi sono ancora più palesi da comprendere. Credo che se l’opinione pubblica riesce a mettere a fuoco ciò di cui essa ha bisogno, attraverso il confronto e il dialogo, con uno sforzo condiviso il risultato desiderato alla fine si può ottenere, basta che ogni soggetto coinvolto faccia la propria parte. Le promesse urlate e sbandierate ai quattro venti spesso lasciano il tempo che trovano, l’impegno e la serietà quotidiana invece portano lontano.

Michele Massignani
Consigliere Comunale
Progetto Civico per Brendola

mercoledì 7 gennaio 2009

Rispetto le opinioni altrui



Riportiamo l'articolo apparso su InPaese di Dicembre, dalla penna del nostro carissimo Fabrizio Bedin in risposta ad uno scritto di Michele Storti del mese precedente.





Ho letto con interesse l’articolo apparso su In Paese del mese scorso a me indirizzato. Ringrazio chi l’ha scritto in quanto, oltre a darmi stimolo per alcune riflessioni, mi da modo di fare anche alcune dovute precisazioni.
Questa volta scrivo a titolo esclusivamente personale (se si voleva citare il gruppo penso sarebbero stati usati altri riferimenti nel precedente articolo) in quanto non è mia intenzione coinvolgere Progetto Civico in polemiche che tra l’altro cercherò di evitare.
- Rapporto fiduciario tra un’amministrazione ed il personale comunale: il rapporto fiduciario è importante, ma un’amministrazione credo abbia l’obbligo di preservare il buon funzionamento degli stessi uffici. Unico vincolo per dei nuovi amministratori è quello di decidere entro pochi mesi dall’insediamento se proseguire il proprio rapporto di lavoro con il Segretario Comunale. Attualmente tutti questi cambiamenti hanno portato ad avere pratiche che non riescono ad avanzare negli uffici tecnici, con conseguente perdita di tempo e di denaro (oltre ad inevitabili nervosismi) da chi si aspetta dai suddetti uffici una certa efficienza. Bastava concordare con chi aveva deciso di andarsene (se è vero che avevano deciso di andarsene tutti con la vecchia amministrazione penso sarebbe stato anche facile) di rimanere qualche mese in più per “passare le consegne”, cosa che nel pubblico si può fare. Tutti, amministratori per primi, ne avrebbero beneficiato.
- Sull’accordo elettorale riporto quanto avvenuto: il gruppo cui appartengo, una volta deciso che avrebbe partecipato alla corsa elettorale, è andato a sentire i due schieramenti che sarebbero sicuramente scesi in campo. Le condizioni principali che si ponevano erano quelle di non avere etichette politiche in quanto Progetto Civico nasce fuori dei partiti (Destra e Sinistra a Brendola hanno altri nomi e cognomi in questo momento) e di non essere portabandiera di alcuna specifica persona (tutti abbiamo messo la nostra faccia senza avere alcuno che manovrava alle spalle). Per una questione di trasparenza abbiamo sentito sia la Lista Elena sia la Lista Ceron (non ho visto parrucche o parrucchieri, ma solo persone che portavano le loro argomentazioni). Ovviamente le controparti hanno posto i loro paletti e l’accordo non si è fatto né con gli uni né con gli altri. Vi è stata quindi la corsa elettorale ed ogni gruppo ha portato alla cittadinanza le proprie motivazioni. I numeri oggi ci dicono che chi attualmente ci amministra lo fa con meno del 50% dei consensi. Non riesco a capire come avremo potuto, se non con un accordo, fare vincere sicuramente l’uno o l’altro schieramento.
- Sull’incompiuta: abbiamo la fortuna di abitare in un paese dove è ancora possibile dire la propria opinione. Preferirei che queste opinioni fossero espresse con toni pacati e non offensivi, ma mi rendo conto che per questo abbiamo ancora molto da crescere. A Brendola ci sono ad oggi varie posizioni sulla questione (la mia ho già avuto modo di esprimerla in passato). Abbiamo, come gruppo, deciso di non dire un No a prescindere ad un percorso avviato. Nessuno di noi si è voluto arrogare il diritto di avere la verità in tasca. E’ stato cercato di capire le varie ragioni del Si e del No a tale progetto, proseguendo in quei passi istituzionali che erano obbligati nel momento in cui si cercava di trovare un certo tipo di soluzione. Certo mi sarebbe piaciuto un dibattito al di fuori degli slogan che hanno visto come ultimo capitolo quello economico (vedi reali introiti per il comune, perizia di stima, quali opportunità per la nostra comunità ne sarebbero nate… sicuramente da approfondire), ma questo non è stato possibile.
Chiarito i concetti di cui sopra spendo un paio di parole sul gruppo Progetto Civico. Penso sinceramente che il gruppo cui appartengo sia una grande opportunità per il paese. E’ difficile trasmettere in poche righe quale pluralità d’idee vi è al suo interno. Tutte sono ascoltate, accolte, criticate (non la pensiamo, per fortuna, sempre tutti allo stesso modo). Tutti possono contribuire con la propria opinione. Le stesse posizioni degli altri gruppi sono valutate con attenzione perché possono essere occasione di crescita. Che dire, un gruppo che sa ascoltare, pensare e poi tradurre in proposte concrete cercando di dare una propria lettura riguardo a quella che è la vita del nostro paese, al di fuori di giudizi preconcetti e sempre nel rispetto delle opinioni altrui.
Detto questo chiudo con la speranza che questo foglio, di cui ringrazio la redazione per il puntuale e prezioso lavoro d’informazione, in futuro non sia più costretto ad accogliere altri articoli di questo tenore, ma venga corredato da spunti che possano solo portare del bene per le persone ed il nostro territorio.
Colgo l’occasione per augurare a tutti un 2009 sereno e ricco di felicità.



Grazie


Fabrizio Bedin